L’üç telli saz, letteralmente “saz a tre corde”, è un liuto a manico lungo di area anatolico-balcanica appartenente alla famiglia del saz o bağlama. L’esemplare presenta una cassa a goccia scavata in un unico blocco di legno e una lunga tastiera con 16 legature mobili in budello, che fungono da tasti. La tavola armonica è costituita da una parte centrale in conifera e da due elementi laterali in legno più scuro; quattro piccoli fori di risonanza sono disposti a losanga nella parte centrale. La decorazione è costituita da ventisette punzonature a caldo, organizzate in motivi geometrici e vagamente fitomorfi.
Di particolare interesse è un’iscrizione incisa su una delle parti laterali della tavola armonica: «Amicului meu D-nu Stefan Petreiu | Tașcu Iliescu», che documenta un passaggio di dono o di possesso dello strumento. L’identificazione del firmatario con il poeta, insegnante e folklorista aromeno Tașcu Iliescu resta un’ipotesi, ma l’iscrizione costituisce un importante elemento per la ricostruzione della storia dell’esemplare.
Le caratteristiche morfologiche sono compatibili con i saz di ambito ottomano e, più in generale, con la tradizione musicale dell’Anatolia e dei Balcani. Il numero relativamente elevato di tasti è coerente con strumenti di ambito urbano. Il saz è tradizionalmente associato a pratiche musicali orali, narrative, devozionali e comunitarie e può accompagnare il canto e la danza, oltre a essere impiegato nella tradizione degli âşık, poeti-cantori dell’Anatolia. In alcuni contesti può inoltre essere utilizzato nelle cerimonie alevi-bektashi, dove accompagna canti rituali e il semah.
Lo strumento viene normalmente suonato da seduti, tenuto in posizione orizzontale o leggermente obliqua e pizzicato con un plettro (tezene o mızrap). Le corde possono svolgere funzione melodica, di bordone e di rinforzo ritmico, mentre la mano sinistra articola la melodia mediante la pressione delle corde sui tasti mobili.