Il triccheballacche, noto anche come tric-trac, è un idiofono a percussione diretta di tradizione campana e napoletana, costituito da un telaio ligneo formato da tre elementi allungati disposti parallelamente e collegati mediante traverse, con i due elementi laterali mobili e quello centrale fisso.
L’esemplare qui descritto presenta aste cilindriche terminanti in corpi lignei di forma tondeggiante, sagomati e modanati, con l’elemento centrale di maggiori dimensioni e funzione di supporto e collegamento; le superfici, di colore bruno, sono lavorate al tornio e caratterizzate da modanature e scanalature concentriche. L
o strumento si suona avvicinando e allontanando rapidamente i due elementi mobili, facendo percuotere i battenti laterali contro quello centrale e producendo un ritmo secco e fortemente marcato; nelle forme tradizionali i battenti possono essere dotati di piattelli o sonagli metallici che arricchiscono il suono con una componente brillante e metallica.
Il triccheballacche è tradizionalmente impiegato nell’accompagnamento di tarantelle, tammurriate, canti carnevaleschi e nelle esecuzioni di posteggia e di musica popolare urbana, dove alla funzione ritmica si unisce una caratteristica componente gestuale e spettacolare.