Lo shēng è un aerofono cinese ad ance libere appartenente alla famiglia dei “mouth organs” asiatici, utilizzato nella musica d’insieme tradizionale, negli ensemble sīzhú e chuida, nella musica teatrale e nelle orchestre cinesi moderne. Considerato uno dei più antichi strumenti ad ancia libera dell’Asia orientale, lo shēng è strettamente collegato allo shō giapponese, al saenghwang coreano e al khāēn del Laos e della Thailandia.
L’esemplare esposto è costituito da una camera del vento lignea di forma globulare con superficie scura liscia, dotata di bocchino cilindrico sporgente rifinito da un elemento in materiale chiaro, verosimilmente avorio. Dal corpo centrale si dipartono numerose canne tubolari di diversa lunghezza, probabilmente in bambù, disposte parallelamente in due file verticali. Le canne presentano estremità aperte rinforzate da inserti chiari e piccoli fori digitali collocati in prossimità della zona di innesto nella camera del vento.
All’interno delle canne sono inserite ance libere metalliche che producono il suono mediante vibrazione. La diversa lunghezza delle canne determina le differenti altezze sonore, consentendo l’esecuzione simultanea di più note e semplici accordi, caratteristica che rende lo shēng uno dei principali aerofoni polifonici della tradizione musicale cinese.
Lo strumento viene suonato insufflando aria nel bocchino mentre le dita aprono e chiudono i fori presenti sulle canne; l’emissione sonora avviene sia durante l’inspirazione sia durante l’espirazione, permettendo una produzione continua del suono.