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SHAMISEN, LIUTO A MANICO LUNGO A PIZZICO

Inventario Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
2840
Famiglia
Cordofoni
Tipologia
Liuto a manico lungo a pizzico
Periodo / Anno
XX sec.
Ambito Culturale
Giappone
Materiali
Legno; pelle; corda; seta
Misure in cm. (largh./alt./lungh.)
22x99x10
Luogo di conservazione
Sala 1, piano terra, MNSM, Palazzo Samoggia, Roma



 

Lo shamisen è un liuto giapponese a tre corde, privo di tasti, con cassa di risonanza rivestita di pelle e suonato con un grande plettro (bachi). Introdotto in Giappone nel XVI secolo probabilmente attraverso le isole Ryūkyū, si diffuse ampiamente nel periodo Edo (1615–1868), diventando uno degli strumenti principali della musica urbana, teatrale e d’intrattenimento. Tra le sue caratteristiche sonore più distintive vi è la sawari, particolare effetto di risonanza/ronzio sulla prima corda. Inizialmente associato alla musica narrativa, lo shamisen fu successivamente impiegato in numerosi contesti performativi, tra cui kabuki, bunraku, musica vocale, musica popolare e repertori d’insieme come il sankyoku, insieme a koto e kokyū/shakuhachi.

L’esemplare esposto presenta una cassa armonica quadrangolare con angoli smussati, la cui faccia anteriore è ricoperta da una membrana in pelle di colore chiaro, tesa uniformemente sulla struttura in legno scuro. Il manico lungo, sottile e privo di tasti, è inserito nella cassa secondo la tecnica tradizionale che ne consente lo smontaggio in più sezioni. La paletta ospita tre caviglie in legno destinate all’intonazione delle tre corde in seta. Sul fianco superiore della cassa è visibile un vivace dōkake (protezione per il braccio) rivestito in seta e decorato con disegni floreali, mentre accanto allo strumento è deposto il bachi, il plettro a forma di ventaglio.

Dal punto di vista esecutivo, lo shamisen si suona generalmente seduti, con la cassa armonica appoggiata al lato destro del corpo e il manico sostenuto dalla mano sinistra. L’esecuzione avviene mediante l’uso del bachi, con cui l’interprete pizzica o percuote le tre corde, producendo un suono al tempo stesso melodico e percussivo. La mano sinistra agisce sul manico privo di tasti, determinando l’altezza dei suoni e consentendo un’ampia varietà di inflessioni ornamentali. Il dōkake è applicato sul margine superiore della cassa armonica, nel punto di contatto con il braccio destro dell’esecutore, svolgendo una funzione al tempo stesso decorativa e protettiva.

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