Oggi 04 Agosto 2026 siamo aperti 9.30 -19.30
Oggi 04 Ago siamo aperti 9.30 -19.30

SHAKUHACHI, FLAUTO A IMBOCCATURA TERMINALE

Inventario Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
2841
Famiglia
Aerofoni
Tipologia
Flauto a imboccatura terminale
Periodo / Anno
XX sec.
Ambito Culturale
Giappone
Materiali
Bambù
Misure in cm. (largh./alt./lungh.)
5 Ø max / 3 Ø min x 55
Luogo di conservazione
Sala 1, piano terra, MNSM, Palazzo Samoggia, Roma



Lo shakuhachi è un flauto verticale di bambù il cui nome indica la lunghezza standard di circa 1,8 shaku (54,5 cm). Tradizionalmente dotato di cinque fori, giunse in Giappone dalla Cina insieme alla musica di corte gagaku e, dal XIII secolo, venne adottato dai monaci della setta Fuke per la pratica meditativa del suizen (lo “zen del soffio”). Durante il periodo Edo lo strumento subì importanti modifiche strutturali e sonore, e il repertorio solistico honkyoku si consolidò grazie ai monaci komusō. Dopo la soppressione della setta Fuke nel 1871, lo shakuhachi si secolarizzò, entrando negli ensemble sankyoku e sviluppando nuove forme musicali. Nel XX secolo si affermarono nuove scuole e stili esecutivi, tra cui la scuola Tozan, mentre il modello tradizionale a cinque fori rimane prevalente, con un crescente interesse internazionale.

L’esemplare qui descritto è in bambù di lunghezza standard (54,5 cm), con sezione cilindrica leggermente conica, imboccatura aperta inclinata e cinque fori per le dita, tre frontali, uno laterale e uno posteriore per il pollice. La superficie è liscia con nodi visibili e intagli decorativi sul fondo, corredato da fodero in broccato di seta policroma a motivo floreale.

Dal punto di vista esecutivo, lo shakuhachi si suona in posizione verticale, tenuto con entrambe le mani e inclinato verso il basso di circa 45 gradi. Il bordo inferiore dell’estremità superiore poggia nella cavità del mento sotto il labbro, e attraverso una stretta imboccatura un forte flusso d’aria viene diretto verso il bordo di soffiaggio. Tra gli effetti caratteristici vi è il muraiki, una sorta di esplosione d’aria udibile e non intonata, usata a scopo espressivo. Inoltre, variando l’angolo dell’imboccatura, una stessa diteggiatura può produrre altezze diverse, contribuendo alla grande ricchezza timbrica e microtonale dello strumento.

TORNA AL CATALOGO