Lo scacciapensieri è un idiofono a pizzico costituito da un telaio metallico sagomato ad arco, generalmente a forma di lira o ferro di cavallo, al cui centro è fissata una sottile lamella elastica destinata a vibrare.
I due esemplari qui descritti presentano una struttura metallica arcuata con estremità ravvicinate e terminazioni di diversa conformazione, una parte destinata all’impugnatura e una lamella centrale fissata a un’estremità e libera di vibrare.
Lo strumento si suona appoggiando delicatamente il telaio ai denti e pizzicando la lamella con un dito; la cavità orale dell’esecutore funge da cassa di risonanza variabile, permettendo di amplificare e selezionare i diversi armonici attraverso il movimento della lingua, delle labbra e la respirazione.
Diffuso in Europa almeno dalla seconda metà del XIV secolo e noto con diverse denominazioni regionali, in Italia è particolarmente associato alla tradizione popolare siciliana, dove è conosciuto come marranzanu, e alle pratiche musicali dell’Italia centro-meridionale.
Impiegato sia come strumento solistico sia nell’accompagnamento del canto e della danza, lo scacciapensieri è rimasto presente soprattutto nei repertori di tradizione orale e nei contesti agro-pastorali.