Il sārangī (anche sāraṅg o sāraṅgā), è un cordofono ad arco diffuso in numerose forme nel subcontinente indiano; impiegato sia nella musica classica hindustani dell’India settentrionale sia in contesti di musica regionale, in particolare nel Rajasthan e nelle regioni del nord-ovest. La musica hindustani rappresenta la tradizione musicale del Nord dell’India sviluppatasi tra le corti hindu e indo-persiane dal XIV al XVIII secolo, e successivamente diffusa anche nei contesti urbani durante l’era britannica.
L’esemplare esposto presenta una cassa armonica rettangolare a retro semicilindrico. È dotato di quattro corde principali e quindici corde di simpatia ed è ornato da intarsi in avorio a motivi geometrici e fitomorfi; viene suonato con un archetto in crini di cavallo.
È opportuno specificare che con il termine “sārangī” non si fa riferimento a uno strumento unico e rigidamente standardizzato, bensì a una tipologia organologica articolata in diverse varianti regionali e funzionali. Per questo motivo risulta più appropriato parlare di una vera e propria “famiglia” di strumenti, piuttosto che di un singolo modello univoco.
Lo strumento viene infine suonato in posizione verticale, tenuto davanti al corpo del suonatore: il corpo poggia sulle gambe incrociate del musicista all’altezza delle ginocchia, mentre il manico poggia sulla sua spalla sinistra. L’arco, costruito con crini di cavallo, viene tenuto dalla mano destra mentre la sinistra preme le corde, premute ai lati, sulla tastiera. Usato principalmente per accompagnare il canto ma può essere anche suonato da solo e il suo suono viene detto vicino alla voce umana.