Il fakrūn è un piccolo liuto a spiedo a pizzico documentato in Tunisia, appartenente alla famiglia dei gunbrī o guinbrī. La nomenclatura di questi strumenti, simili ma non sempre identici, è variabile, perché cambia a seconda del periodo, dell’area geografica e della cultura di riferimento.Il nome fakrūn, nel dialetto tunisino, significa “tartaruga” e rimanda al tratto più caratteristico dello strumento: la cassa ricavata da un carapace.
Anche nell’esemplare esposto la cassa di risonanza è ricavata da un carapace coperto da una pelle tesa, che costituiva il piano vibrante dello strumento. Il manico cilindrico, la cui estremità superiore è scanalata e ospita due bischeri, si innesta nel carapace, lo attraversa e fuoriesce alla base, dove funziona anche da cordiera. L’esemplare oggi non conserva né corde né ponticello.
In Tunisia, il fakrūn è oggi scomparso tanto dall’uso quanto dalla memoria collettiva. Lo strumento, suonato pizzicando le corde con le dita o tramite un piccolo plettro, doveva accompagnare forme di canto, racconto e intrattenimento popolare.