L’épinette des Vosges è una cetra che prende il nome dalla regione francese dei Vosgi, dove la costruzione dello strumento è attestata a partire dal XIX secolo. Si tratta di uno strumento popolare, impiegato prevalentemente in ambito domestico e comunitario per accompagnare il canto.
L’esemplare esposto è costituito da una cassa di risonanza lignea di forma rettangolare, allungata e rastremata in larghezza. A un’estremità della cassa è presente il cavigliere, dotato di 5 piroli di accordatura; l’estremità opposta è costituita da una struttura trasversale destinata all’ancoraggio di 5 corde metalliche. Le corde sono tese parallelamente alla tavola armonica, sulla quale sono disposti 14 tasti e tre gruppi di fori di risonanza, organizzati secondo semplici configurazioni geometriche. Sulla superficie della tavola è applicato un cartiglio cartaceo recante a stampa il numero di inventario Gorga-Moroli “168”. Altri due cartigli cartacei sono applicati sul fondo, in prossimità del cavigliere: il più piccolo reca anch’esso il numero di inventario Gorga-Moroli a stampa, mentre quello di maggiori dimensioni, parzialmente leggibile, riporta la denominazione dello strumento.
Nel corso dell’esecuzione, l’épinette des Vosges viene appoggiata su un piano orizzontale, come un tavolo o le ginocchia del suonatore; una piccola bacchetta viene fatta scorrere sulle corde destinate alla melodia, dette chanterelles, mentre un plettro pizzica tutte le corde.