Il balafon, anche noto come bala, è uno xilofono dell’Africa occidentale subsahariana. Costituisce il principale strumento dei jeli, musicisti cantori e narratori, appartenenti a uno specifico gruppo sociale a trasmissione patrilineare nella società mandé.
Lo strumento è diffuso in varianti che differiscono per dimensione, accordatura ed estensione. L’esemplare in esame è composto da 18 barre lignee rettangolari disposte parallelamente sopra una struttura portante in legno, in ordine crescente di grandezza e intonazione. Le barre sono riunite e fissate alla struttura mediante cordami, che assicurano a ciascuna barra un corrispondente risuonatore in zucca cava, anch’esso disposto in ordine progressivo di grandezza. Come è possibile osservare, i risuonatori, costituiti da zucche cave, sono muniti di un foro di risonanza coperto da una membrana vibrante che conferisce un effetto ronzante alla sonorità dello strumento. Lo strumento è inoltre corredato di due battenti in legno con un’estremità rivestita, donati il 24 giugno 1990 da Michelle Goldsmith.
Il balafon può essere suonato come strumento solista oppure in ensemble, anche con più esemplari analoghi. Può inoltre essere suonato contemporaneamente da due esecutori posti uno di fronte all’altro. Il repertorio comprende canti di lode ed epici ed è spesso eseguito come accompagnamento alla danza. Durante l’esecuzione le barre lignee che compongono il balafon sono percosse per mezzo di due battenti.