L’ocarina è un aerofono appartenente alla famiglia dei flauti globulari. Lo strumento si sviluppò in Italia nel corso del XIX secolo e la sua produzione si affermò in particolare a Budrio, in Emilia-Romagna. Qui la costruzione dello strumento venne progressivamente standardizzata, dando origine a esemplari di diverse dimensioni, concepiti anche per essere suonati in ensemble. Oltre che in Emilia-Romagna, la produzione di ocarine è documentata in altre regioni italiane, tra cui Veneto, Lombardia e Toscana.
Il corpo dell’esemplare, di forma ovoidale allungata, presenta un cartiglio cartaceo di colore bianco con cornice nera, recanti la numerazione a stampa “1025”. Sulla superficie sono presenti iscrizioni manoscritte e marchi impressi, che riportano la tonalità dello strumento, il nome del costruttore e la località di produzione.
L’ocarina si suona insufflando aria attraverso l’imboccatura e modificando l’altezza dei suoni mediante l’apertura e la chiusura dei fori digitali. Il suo impiego è attestato in contesti ludici e dopolavoristici. Esemplari diversi possono essere riuniti in ensemble per eseguire repertori derivati da quelli bandistici.