Il mandolino napoletano è un cordofono a pizzico della famiglia dei liuti a manico corto, caratterizzato da una cassa armonica a guscio piriforme costituita da numerose doghe lignee e da quattro ordini doppi di corde, accordati per quinte.
Affermatosi a Napoli nel corso del XVIII secolo, raggiunse una forma organologica compiuta nell’Ottocento, con l’introduzione delle corde metalliche, della tastiera sopraelevata e delle meccaniche di accordatura, e conobbe una vasta diffusione anche internazionale.
L’esemplare qui descritto presenta una cassa fortemente bombata in doghe di legno, una tavola armonica in legno chiaro con buca circolare bordata da filetti concentrici e un ampio battipenna scuro di forma arcuata; il manico è sormontato da una tastiera con tasti metallici e segnatasti circolari chiari, mentre il cavigliere ospita meccaniche incassate con pomelli chiari.
L’etichetta interna attribuisce lo strumento a Gennaro e Achille Vinaccia e ne indica la costruzione a Napoli nel 1889, presso la bottega di Rua Catalana 53. La famiglia Vinaccia ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella diffusione del mandolino napoletano, che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento era ampiamente utilizzato sia nella pratica amatoriale e concertistica sia nella musica urbana napoletana, anche nelle esecuzioni dei posteggiatori.