La raganella è un idiofono a raschiamento costituito da una ruota dentata o scanalata in legno e da un elemento flessibile che, interagendo con la ruota, produce un caratteristico suono secco, crepitante e percussivo.
I due esemplari qui descritti presentano strutture lignee differenti: il primo è formato da un lungo manico cilindrico raccordato a un corpo allungato costituito da due elementi longitudinali contrapposti, all’interno del quale è inserito l’elemento mobile del meccanismo; il secondo presenta invece un corpo rettangolare a cassa, realizzato con assi e listelli sovrapposti, al cui interno è parzialmente contenuta una ruota cilindrica in legno con rilievi e scanalature longitudinali, azionata mediante un’impugnatura laterale. Entrambi gli strumenti sono dotati di elementi lignei sporgenti destinati all’azionamento del meccanismo.
La raganella si suona facendo ruotare il corpo o il meccanismo attorno al manico, oppure azionando l’impugnatura, in modo che l’elemento flessibile colpisca ripetutamente la ruota e produca una successione rapida di impulsi sonori.
Diffusa in diverse tradizioni europee, ha avuto importanti funzioni rituali e paraliturgiche, soprattutto durante il Triduo Pasquale e la Settimana Santa, quando veniva utilizzata in sostituzione delle campane; è stata inoltre impiegata come strumento di richiamo e segnalazione, per allontanare animali dai raccolti, come giocattolo e nelle feste popolari. A partire dal XIX secolo è entrata anche nella musica colta e orchestrale, dove viene utilizzata per effetti timbrici descrittivi e caratteristici.