Il termine gusle indica un’ampia famiglia di liuti ad arco diffusi nei Balcani. Questi strumenti presentano generalmente una struttura monossile, con cassa di risonanza e manico ricavati da un unico blocco di legno, come nell’esemplare esposto.
L’esemplare presenta, sul retro della cassa di risonanza 5 fori di risonanza disposti a croce, mentre la tavola armonica è costituita da una membrana in pelle di pecora, dotata anch’essa di piccoli fori nella sezione centrale. Qui è collocato il ponticello, che sostiene l’unica corda dello strumento, realizzata in crine di cavallo. Il manico, privo di tasti, è munito di un lungo pirolo e decorato con motivi geometrici intagliati; la sua estremità è scolpita a forma di testa di stambecco.
Associato a contesti popolari e pastorali, il gusle è impiegato soprattutto per accompagnare l’esecuzione di canti epici. Durante l’esecuzione, lo strumento viene sostenuto in posizione verticale tra le ginocchia, mentre la corda è messa in vibrazione mediante un arco ricavato da un ramo naturalmente curvo e munito di crini di cavallo.