L’esemplare corrisponde a una concertina, aerofono ad ancia libera a mantice e tastiera caratterizzato dalla presenza di bottoni disposti parallelamente al mantice. È riconducibile, nello specifico, alla tipologia inglese, sviluppata da Charles Wheatstone a Londra a partire dal 1829 e caratterizzata da un’estensione cromatica e da un sistema di bottoni nel quale ciascun bottone produce la stessa nota all’apertura e alla chiusura del mantice.
L’esemplare esposto presenta una cassa in legno di palissandro con lati esagonali, traforati con motivi fitomorfi. Ciascun lato presenta 10 bottoni in avorio disposti su due file ed è munito di una cinghia in cuoio. Il mantice, costituito da carta decorata con stelle di colore verde e pelle tinta dello stesso colore, presenta 6 pieghe.
A partire dalla prima metà del XIX secolo, la concertina trovò impiego prevalentemente negli ambienti borghesi per l’esecuzione di repertori solistici, cameristici e orchestrali. A partire dalla seconda metà del secolo, la progressiva diffusione dello strumento, favorita anche dalla produzione in serie e dalla conseguente riduzione dei costi, ne estese l’impiego a fasce sociali più ampie, fino alla sua affermazione in diversi contesti di musica popolare.
Durante l’esecuzione, lo strumento è sostenuto dal musicista mediante le cinghie in cuoio poste alle estremità. Le dita delle mani agiscono sui bottoni, mentre il mantice viene azionato alternando l’apertura e la chiusura delle due casse.