Liuto a manico corto con cassa piriforme a guscio, realizzata con doghe in legno scuro alternate a filetti chiari. La tavola armonica in conifera presenta un ricco apparato decorativo con intarsi in madreperla, rosette lignee e motivi fitomorfi. Il ponte a baffo sostiene 14 corde disposte in 7 cori doppi. Il lungo cavigliere sinuoso è dotato di chiavi di tensionamento meccaniche, elemento insolito nella liuteria tradizionale araba.
Per forma della cassa, manico privo di tasti, cavigliere e numero di cori, lo strumento richiama l’ʿūd, liuto diffuso nell’Africa settentrionale, nel Mediterraneo orientale e in Asia occidentale, impiegato tanto nella musica colta quanto in contesti popolari, domestici e di intrattenimento. Tradizionalmente suonato da seduti, con la cassa appoggiata sulle gambe, viene pizzicato con un plettro (rīša), mentre la mano sinistra interviene direttamente sulle corde per articolare la melodia. Le caratteristiche costruttive del manico, del cavigliere e soprattutto delle meccaniche suggeriscono tuttavia una manifattura europea ispirata a modelli orientali, forse destinata anche alla circolazione collezionistica.