Gli olifanti sono aerofoni naturali ricavati tradizionalmente da zanne d’avorio svuotate e adattate alla produzione sonora, caratterizzati dall’assenza di fori digitali e dall’imboccatura laterale o terminale. I cinque esemplari qui presentati appartengono alla tipologia a imboccatura laterale e si distinguono per forma, decorazione e lavorazione dell’avorio: l’inv. 98 è un corno allungato e pressoché rettilineo, in avorio giallo ambrato, con foro laterale ellittico; l’inv. 728 è leggermente ricurvo, in avorio chiaro, con imboccatura modanata e decorazioni incise; l’inv. 601 presenta nella parte superiore una figura antropomorfa stilizzata con volto inciso e acconciatura a scanalature; l’inv. 2355 è caratterizzato da un bocchino modanato, un’apertura romboidale e numerose fasce decorative incise; l’inv. 2358, di grandi dimensioni, presenta un foro laterale inserito in una sezione rilevata e decorata da scanalature longitudinali, con il bordo della campana parzialmente fratturato e lacunoso.
Diffusi in diverse aree dell’Africa subsahariana, in particolare nell’Africa centrale e occidentale, corni d’avorio e corni animali erano utilizzati come strumenti di segnalazione, in contesti cerimoniali e rituali e come simboli di autorità politica e religiosa. Il suono viene prodotto insufflando aria attraverso l’imboccatura laterale e facendo vibrare le labbra dell’esecutore; l’assenza di fori digitali consente principalmente la produzione di alcuni suoni della serie armonica naturale.
Gli olifanti possono essere impiegati per segnali e richiami a distanza, per annunciare eventi, accompagnare processioni, cerimonie e attività collettive, assumendo in determinati contesti anche un importante valore simbolico e sociale.