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Kamança, liuto a spiedo ad arco

Inventario Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
PV7768
Famiglia
Cordofoni
Tipologia
Liuto a spiedo ad arco
Periodo / Anno
XIX-XX secolo
Ambito Culturale
Caucaso
Materiali
Legno; pelle ; avorio; madreperla; ferro; nylon; tessuto; crine; corda
Misure in cm. (largh./alt./lungh.)
92x20x20
Luogo di conservazione
Sala 1, piano terra, MNSM, Palazzo Samoggia, Roma



 

Il termine kamança, attestato a partire dal X secolo, designa una tipologia di liuto a spiedo ad arco diffusa in numerose varianti nell’area caucasica e nelle regioni limitrofe, tra cui Iran e Turchia.

L’esemplare esposto proviene dall’area caucasica e presenta le caratteristiche costruttive tipiche di questa tipologia di strumento. La cassa armonica, emisferica, è ricavata da un unico blocco di legno ed è chiusa anteriormente da una membrana in pergamena. Il lungo manico a spiedo termina con una paletta traforata, dotata di un elemento apicale tornito e munita di tre piroli laterali in legno. 3 corde sono tese lungo il manico e poggiano su un ponticello ligneo collocato sulla membrana. Dalla parte inferiore della cassa fuoriesce un lungo puntale metallico destinato all’appoggio al suolo durante l’esecuzione. 

Particolarmente raffinato è l’apparato decorativo: la superficie è rivestita da elementi in pasta nera e avorio, disposti in fasce alternate sulla cassa armonica, ed è impreziosita da motivi circolari dipinti in rosso e verde e da intarsi in madreperla. L’impiego di materiali pregiati e la ricchezza delle decorazioni testimoniano l’elevato livello dell’artigianato locale. Queste caratteristiche riflettono anche il gusto dei collezionisti e dei viaggiatori europei, come i coniugi George Washington Wurts e Henrietta Tower, antichi proprietari dello strumento. I materiali impiegati e le soluzioni decorative, analoghi a quelli riscontrabili nel tar (n. inv. PV7763) e nel dəf (n. inv. PV7764), anch’essi conservati presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, suggeriscono inoltre che i tre strumenti appartenessero originariamente a un medesimo insieme.

Il kemençe è suonato in posizione eretta, sostenuto contro il petto, oppure seduta, con la parte inferiore dello strumento appoggiata al ginocchio. Durante l’esecuzione, le corde sono messe in vibrazione dai crini dell’archetto e intonate tramite una pressione esercitata con le dita della mano sinistra.

Lo strumento può essere suonato sia in formazioni d’insieme sia come strumento solista. È noto il suo impiego per l’esecuzione del repertorio di musica classica azera, il muğham, solitamente eseguito da un trio composto da kemençe, tar e dəf. L’impiego del kemençe come strumento solista si è invece consolidata durante il periodo sovietico, parallelamente allo sviluppo di una prassi esecutiva di carattere virtuosistico.

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