In Nord Africa il termine rabāb designa una tipologia di liuto ad arco caratterizzata da un corto manico privo di tasti. Lo strumento è generalmente considerato uno dei principali predecessori degli strumenti ad arco europei: introdotto nel continente in epoca medievale attraverso la penisola iberica e l’area mediterranea occidentale, è frequentemente indicato come un importante modello di riferimento per lo sviluppo della ribeca medievale.
L’esemplare esposto, di probabile origine maghrebina, si presenta naviforme e con struttura monossile: cassa e manico sono ricavati da un unico pezzo di legno scavato, sul quale è riportato un cavigliere a forma di riccio e dotato di due piroli. La cassa presenta, su ciascun lato, 3 fori di risonanza bordati in avorio; in uno dei fori sul lato sinistro, il primo a partire dal basso, la bordatura in avorio risulta mancante. L’apertura inferiore è chiusa da una membrana di pelle tesa che funge da tavola armonica, mentre l’apertura superiore, in corrispondenza del manico, è coperta da una lastra lignea decorata con tre rosoni traforati a motivi geometrici, disposti in ordine decrescente di dimensioni. Lo strumento monta 2 corde in budello, tese longitudinalmente tra un bottone in avorio posto inferiormente alla cassa e i piroli del cavigliere. Le corde poggiano su un ponticello ligneo semicilindrico collocato alla base della tavola armonica e un capotasto rialzato in avorio posto all’estremità superiore del manico.
Il rabāb è impiegato come strumento d’accompagnamento ed è parte dell’organico degli ensemble di musica arabo andalusa. Durante l’esecuzione, è sostenuto sul ginocchio destro, con il cavigliere appoggiato sulla spalla sinistra. Mentre la mano sinistra sollecita le corde, la destra impugna l’arco, che agisce prevalentemente sulla corda acuta dello strumento.