Il termine sānxián designa un liuto cinese dotato di manico lungo, privo di tasti, e una piccola cassa armonica. La denominazione è traducibile con “tre corde”, in riferimento alle tre corde tese tra il cavigliere e la tavola armonica. Lo strumento, diffuso in Cina in varianti di diverse dimensioni, è generalmente caratterizzato da una cassa di risonanza rivestita su entrambi i lati da pelle di pitone; 3 piroli di forma allungata collocati sul lungo manico e 3 corde in seta, materiale recentemente sostituito con acciaio o nylon.
L’esemplare esposto, con cassa lignea rettangolare leggermente arrotondata agli angoli e chiusa su entrambi i lati da membrane in pelle di serpente, presenta un lungo manico privo di tasti, realizzato in due elementi. Il manico è privo di tasti e termina con un cavigliere retroflesso che ospita 3 piroli, destinati all’intonazione dello strumento mediante la variazione della tensione delle corde. Queste ultime sono ancorate al fondo della cassa e poggiano su un ponticello mobile. Elementi decorativi in avorio sono collocati lungo le fasce della cassa di risonanza e all’estremità esterna dei piroli.
Il sānxián è impiegato in diversi contesti: dalla musica strumentale sizhu (seta e bambù) al dagushu, canto narrativo della Cina settentrionale, fino allo xianchi, musica da camera della Cina meridionale.
Durante l’esecuzione, è sostenuto con la cassa di risonanza appoggiata sulla coscia destra del musicista e il manico inclinato verso l’alto a sinistra. Un supporto metallico curvo applicato al perno della cordiera o lateralmente alla cassa può essere impiegato per la coscia, al fine di agevolare la stabilità dello strumento. Le corde vengono pizzicate con le unghie oppure mediante plettri applicati al dito indice e pollice della mano destra. La tecnica esecutiva del sānxián è stata fortemente influenzata da quella del pípa, dalla quale tuttavia si differenzia per le più ampie possibilità di flessione intonativa, favorite dall’assenza di tasti.